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RACCOLTA DIRETTA A META' PREZZO

Presso l’Azienda Agrituristica e maneggio “Casetta” in 10 ettari di castagneto, costituito da 500 piante, (riconosciute dall’I.G.P.*) si può trascorrere una giornata immersi nella natura raccogliendo il frutto direttamente dal luogo d’origine.

*I.G.P.: identificazione geografica protetta. Un “premio” dell’Unione Europea che spetta solo ai prodotti unici, non solo per bontà, ma anche come tradizione storica e valore ambientale.

-L’azienda offre inoltre il servizio di un ristoro ed un maneggio di cavalli.
 

Il periodo è di circa tutto il mese di ottobre.

Cosa portarsi: grembiule con tascone, secchiello, sacco di juta, guanti, scarponcini o stivali (in base al tempo) e un cappello.

Come fare: arrivati all’azienda farsi rilasciare l’autorizzazione. Recarsi nel castagneto seguendo le indicazioni (striscie bianche e rosse) e al ritorno si peserà il prodotto pagandolo a metà prezzo, rispetto a quello che propone il mercato.

Come distinguerli: Il marron buono ha la buccia di colore marrone più chiaro con sfumature rossastre, striata, lucente e liscia mentre i “selvatici” hanno un colore scuro, con una forma conica e sono di qualità meno pregiata.

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Alcuni consigli:

Durante la raccolta far caso alla distribuzione dei rami, vi indicheranno dove cadono i ricci. E’ consigliato recarsi in luoghi poco frequentati e munirsi di un bastoncino per far uscire i marroni dai ricci. Come conservarli: metterli
“a mollo” nell’acqua per 9 gg. in un recipiente non di ferro. L’acqua non verrà mai cambiata. Asciugarli in un luogo non assolato e ventilato per qualche giorno. Deporli poi distesi in luogo asciutto e fresco, così si conserveranno per 4-5 mesi mentre dopo la raccolta non “trattati” vanno consumati entro 6-7 gg.

Si possono conservare anche in freezer per un anno riponendoli in sacchetti.

 

ALCUNE RICETTE

Come consumarli: il marrone è utilizzato in molte ricette sfiziose ed innovative; noi ne ricordiamo alcune.

Ballotte: Cuocere i marroni con la buccia in abbondante acqua aromatizzata, a piacere con semi di finocchio selvatico o foglie di alloro, facendoli bollire fino a perfetta cottura. (circa un’ora) Le ballotte sono ottime anche accompagnate dalle pere volpine.

Caldarroste: Incidere la buccia dei marroni, altrimenti scoppiano durante la cottura, e porli in una padella di ferro bucherellata, inizialmente su fiamma viva (meglio con legna fine ed un po’ umida) rigirandoli a più riprese fino a cottura completa ed uniforme, dopo devono restare avvolti in un panno per 10/15 min.

I marroni si possono cuocere anche sotto la cenere.

Per chi non gode della compagnia del camino, può usufruire del forno o della stufa.

Questo saporito prodotto, accentua il suo sapore se accompagnato da un buon vino rosso giovane e intensamente fruttato.

Le Bollite: scottare i marroni come precedentemente spiegato senza cuocerli per riuscire a sbucciarli. Poi bollirli in acqua, aggiungendo un pizzico di sale, fino a quando risultano morbidi, ma non disfatti. Possono essere cotti con riso o con “manfrigoli“, con o senza latte. Venivano usati come minestra.

La torta di marroni: occorrono 600g. di passato di marroni (cuocere circa 1 Kg di marroni come caldarroste, sbucciarli e metterli a cuocere in metà acqua e metà latte ed insaporirli con un bacello di vaniglia, scolare e passare al passatutto). A questo passato aggiungere 400g. di zucchero, 50g. di alchermes, 80g. di rhum e due bustine di vaniglia, mescolando sempre molto bene. A parte sbattere 4 uova ed amalgamare bene i rossi con le chiare, quindi unirle al composto aggiungendo 0,6 l. di latte. Preparare poi una sfoglia di pasta con farina bianca, e un po’ di burro, sale e acqua.Tirarla molto sottile e foderare con essa un teglia nella quale versare il composto.

Cuocere in forno a bassissima temperatura (120°) per 2-3 ore.